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Category: Pubblicazioni

Jan 05 2019

La Campana dell’Or di Notte

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Attualmente a Barga, la campana dell’Or di notte, rivive solo nei ricordi nostalgici delle persone anziane.

In ambito religioso altre ai classici tre suoni giornalieri dell’Ave Maria, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, durante il Pontificato di Paolo V (1605-1621), si decretò che si suonassero le Campane per tutto il cristianesimo ad un ora di notte affine d’invitare i fedeli  a suffragare le anime dei defunti, colla recita del salmo De Profundis.

Per questo motivo il suono di questa  campana era detto l’Ave Maria dei Morti, anche se nel gergo popolare forse perché questo appellativo incuteva timore, era la campana dell’Or di Notte.

In antico, nelle zone rurali, il suono dell’Ave Maria regolava le varie attività della giornata.

Al suono mattutino si andava a lavorare, a mezzogiorno segnalava  la pausa per il pranzo e la sera decretava la fine della giornata lavorativa.

Mentre rimaneva definito  il suono dell’Angelus a Mezzogiorno, gli altri due suoni variavano d’orario a secondo delle stagioni, in quanto a quei tempi, era uso contare le ore da tramonto a tramonto.

L’ Ave Maria della sera, che coincideva con il tramonto del sole, era definita anche come Ave Maria delle ventiquattro.

In molti casi coincideva con la chiusura delle porte delle città, nel caso di Barga anche per agevolare coloro che si erano recati a lavorare in montagna, alla fine del XVII° secolo, il Comune deliberò che la chiusura delle porte avvenisse a un orario prestabilito, le 21 in inverno, le 22 in estate , il tutto segnalato  dal suono a distesa della campana mezzana del Duomo.

Da questa introduzione si deduce che  Or di notte voleva significare un’ora dopo il tramonto.

Piena di significato era anche la sua esecuzione: tre, poi cinque, poi sette rintocchi.

I primi tre rintocchi rappresentavano le tre virtù Teologali, cioè Fede, Speranza, Carità.

I cinque rintocchi rappresentavano le cinque Piaghe del Signore al momento della crocifissione.

I sette rintocchi rappresentavano i sette Sacramenti.

A Barga, questo suono venne abolito per motivi economici, ma forse  anche perché i suoi rintocchi venivano confusi con quelli dell’orologio presente nella torre campanaria.

Per lungo tempo è sopravvissuto solo il suono della campana della ritirata, quella che secondo Pascoli ripeteva al contadino “Dormi,che ti fa bono!”.

Nella memoria collettiva  però, molti anziani chiamavano la campana della ritirata, campana del’Or di notte, e a essa attribuivano il significato di ricordo dei defunti anche se eseguito con diverse modalità.

Maria Vittoria Stefani in una sua opera ci ricorda come agli inizi del XX° secolo dal campanile di Albiano la sera era ancora possibile sentire i rintocchi dell’Or di Notte.

Allora ricordiamola attraverso i versi di Giovani Pascoli, una persona che come poche ha saputo capire il significato profondo  delle nostre campane.

 

L’or di notte

(Giovanni Pascoli)

Nelle case, dove ancora
si ragiona coi vicini
presso al fuoco, e già la nuora
porta a nanna i suoi bambini,
uno in collo e due per mano;
pel camino nero il vento,
tra lo scoppiettar dei ciocchi,
porta un suono lungo e lento,
tre, poi cinque, sette tocchi,
da un paese assai lontano:
tre, poi cinque e sette voci,
lente e languide, di gente:
voci dal borgo alle croci,
gente che non ha più niente:
– Fate piano! piano! piano!
Non vogliamo saper nulla:
notte? giorno? verno? state?
Piano, voi, con quella culla!
che non pianga il bimbo… Fate
piano! piano! piano! piano!
Non vogliamo ricordare
vino e grano, monte e piano,
la capanna, il focolare,
mamma, bimbi… Fate piano!
piano! piano! piano! piano!

 

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Dec 30 2018

2000 – Bentornate campane

Dec 30 2018

1993 – La poesia delle campane

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Dec 04 2016

Funzionamento dell’orologio del Duomo di Barga

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orologio del duomo

Aug 20 2015

Tra storia e leggenda la campana d’oro di Santa Margherita

Jul 20 2015

Dal sito del Comune di Barga

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 vedi:

http://www.rcbarga.it/ComuneNews/2015/Duomo%20San%20Cristoforo%20-%2018%20luglio%202015/Duomo%20San%20Cristoforo%20%2018%20luglio%202015.htm

Jul 02 2015

l’articolo di “Vita nova”

 

Articolo relativo a S. Ranieri pubblicato su “Vita nova” , il notiziario della Diocesi di Pisa.

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Jun 16 2015

Notizie sul Campanile del Duomo di Barga

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da ” MAESTRI DEL LEGNO A BARGA” DI MARIA PIA BARONCELLI

A.C.B./1580 – RICHIESTA DI CHIARIMENTI SULLA SPESA DA EFFETTUARSI PER RIFONDERE LE 2 CAMPANE GROSSE DEL DUOMO DI BARGA.

LA PIU’ GROSSA DELLE DUE SI E’ CONSERVATA FINO AD OGGI, INFATTI E’ L’ATTUALE PICCOLA.

May 22 2015

La campana del Mezzogiorno

La campana del mezzogiorno – Una campana dai tanti significati

 

 

Con il suono della campana le nostre comunità  scandivano i ritmi della vita quotidiana,

dai rintocchi dell’alba alla nascita del sole (mattutino), a quelli del mezzogiorno (per segnalare la sospensione dei lavori agricoli per mangiare), per concludere col vespro all’imbrunire.

Quello del suono della campana era  un richiamo collettivo,  un simbolo di appartenenza.

Pochi, però, si sono  addentrati alla scoperta dei suoni delle campane, sul loro significato, sulla loro storia e di molti di questi se ne è persa la memoria.

La vita di ogni comunità iniziava col  suono dell’Ave Maria al mattino.

A mezzogiorno si suonava  l’ “Angelus” .

La sua origine è di ispirazione  francescana, San Bonaventura da Bagnoregio, Ministro Generale dell’ordine Francescano, in occasione del Capitolo Generale a Pisa nel 1263  prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell’Incarnazione del Signore.
“I fratelli devono insegnare ai fedeli a salutare tre volte la Vergine Maria, la sera, quando nel monastero è l’ora di andare a Compieta”.

Era opinione largamente diffusa nel Medioevo che la sera “l’Angelo del Signore aveva portato l’annuncio a Maria”.

Essi devono quindi farlo con le stesse parole con le quali l’Angelo Gabriele salutò Maria:

V/. Angelus Domini nuntiavit Mariæ,
R/. Et concepit de Spiritu Sancto.

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum.

Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus.
Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus,

nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

V/. “Ecce Ancilla Domini.”
R/. “Fiat mihi secundum Verbum tuum.”

Ave Maria, gratia plena…

V/. Et Verbum caro factum est.
R/. Et habitavit in nobis.

Ave Maria, gratia plena…

V/. Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.
R/. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus:

Gratiam tuam quæsumus, Domine, mentibus nostris infunde; ut qui, angelo nuntiante,

Christi Filii tui Incarnationem cognovimus, per passionem eius et crucem,

ad resurrectionis gloriam perducamur.
Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

3 Gloria Patri

Gloria Patri
et Filio et Spiritui Sancto,
sicut erat in principio,
et nunc et semper et in saecula saeculorum.
Amen.

Requiem aeternam

Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis.
Requiescant in pace.
Amen.

 

All’inizio del XIV° secolo, suonare l’Angelus era già una pratica usuale nelle diverse regioni d’Europa.

Lo stesso suono di campane dell’Angelus suonate la sera, oltre alla pratica religiosa ordinata, serviva pure per ragioni pratiche: era segno della “estinzione del fuoco” o “coprifuoco”, e della chiusura delle porte della città.

Nel 1318 Papa Giovanni XXII° (1245-1334) diede ordine che ai tre rintocchi quotidiani della sera, Maria la Madre di Dio fosse salutata con tre “Ave Maria” in ginocchio e accordò a tale preghiera una indulgenza.

Nel 1456, Papa Callisto III° (1378-1458) comandò di suonare la campana quotidianamente, (a mezzogiorno) tra Nona e Vespri e di recitare un Padre Nostro e tre “Ave Maria” per la salvezza della cristianità.

In quell’anno si verificò  l’assedio di Belgrado da parte del Sultano Mehmed II°, Papa Callisto III°, ordinò una campana  di mezzogiorno per chiamare i fedeli a raccolta e per pregare  per i difensori della  città, guidati dall’ungherese Jànos Hunyadi  e dall’abruzzese Giovanni da Capestrano.

Tuttavia, in molte località l’ordine di suonare la campana arrivò dopo la notizia della vittoria e la campana di mezzogiorno si tramutò in una commemorazione della vittoria.

Il  Papa non ritirò l’ordine e ancora oggi le chiese cattoliche suonano la campana di mezzogiorno a ricordo di questo evento.

Nel 1518, Papa Leone X° (1475 – 1521) stabilì la preghiera dell’Angelus a mezzogiorno.

Il Pontefice Clemente XII° (1652 – 1740) oltre a confermare l’indulgenza per l’Angelus, concesse nel 1736 l’indulgenza di 100 giorni a tutti coloro che all’ora di notte avessero recitato “in ginocchioni” al suono d’una campana il De profundis o un Pater, Ave, Requiem.

Papa Pio VII° (1742 – 1823), oltre quelle indulgenze, concesse a quanti vi avrebbero aggiunto alla preghiera tre Gloria  in onore della Santissima Trinità, altri 100 giorni.

Il Pontefice Benedetto XIII° (1649 -1730), domenicano, concesse l’indulgenza di 100 giorni e la plenaria una volta al mese alla recita della preghiera dell’Angelus Domini.

Nel 1742 Papa Benedetto XIV° (1675 -1758) stabilì che la domenica l’Angelus sarebbe recitato in piedi e che nel Tempo pasquale sarebbe sostituito dall’antifona “Regina caeli”.

Il 3 aprile 1884 Papa Leone XIII° (1810 – 1903) con Decreto “Urbis et Orbis”, confermando le medesime indulgenze (sia per l’Angelus che per la recita del De Profundis), benignamente tolse la condizione che la preghiera fosse recitata in ginocchio qualora si era impediti di farlo, e per coloro che non la sapevano concesse di sostituirla con la recita di Cinque Ave Maria.

(fonti internet)

Apr 21 2015

Articolo sul Giornale di Barga

testata-ufficiale-giornaledibarga

http://www.giornaledibarga.it/index.html?pg=8&id=11344

Dopo la manifestazione del 7-8 dicembre scorso dove abbiamo portato a Barga la presidente della Federazione Nazionale suonatori di Campane, abbiamo continuato il lavoro di sviluppo. Per prima cosa, dopo innumerevoli riunioni spesso conviviali, abbiamo approvato all’unanimità il logo che ci rappresenterà in tutta Italia e che vi allego (vedete anche la ns. pagina sul sito nazionale (http://www.fnsc.it/associazioni/campanarivalleserchio.html). La cosa ci dà un pò di orgoglio perchè potrete ben immaginare quanto sia stato difficile mettere d’accordo circa quaranta gagliardi campanari da Chiozza, Cardoso, Cascio, Perpoli oltre ai nostri di Barga, ognuno più campanilista che mai (e come potrebbe essere altrimenti!)!
Il logo l’ho commissionato all’arch. Ilaria Tomei di Lucca e rappresenta, all’interno della campana, un richiamo grafico tipico della nostra valle, a cui si aggiunge sia il carattere dell’italianità nel bordo sx della campana, sia il carattere religioso con l’olivo tradizionale simbolo della Pasqua.
Insomma, ci abbiamo messo tutto quanto ci caratterizza. Di conseguenza stiamo realizzando striscioni, gagliardetti, magliette e tutto quanto necessario per non sfigurare nei raduni nazionali.

Anche sul web il nostro verbo si sta diffondendo, sia con il sito curato da Cristian Tognarelli, www.campanaribarga.altervista.org e che sta riscuotendo un numero sempre più crescente di visitatori, sia con il profilo fb curato da Franco e Ilaria Motroni campanari barga, anche questo molto seguito.

Appuntamenti: il 31 maggio saremo a Fontanaluccia-Frassinoro per la manifestazione organizzata dalla sig.ra Tilde Bimbi, discendente del maestro fonditore Giovanni Bimbi che tante campane ha fuso per i campanili della nostra valle, il 20-21 giugno saremo al raduno nazionale dei suonatori di campane (vedere volantino allegato). Per questa gita abbiamo ancora pochi posti sul pullman, se potete diffondere la notizia… Infine il 02 settembre saremo insieme a tutti i campanari d’Italia all’udienza dal Santo Padre Papa Francesco a Roma, questo si che è un appuntamento nuovo ed unico!

Questa ad oggi la situazione, come vedete ci teniamo più vivi che mai e devo dire che la nascita dell’unione dei campanari ha portato uno scambio continuo di suonatori da un campanile all’altro, cosa che è davvero bella e simboleggia a pieno questa nuova unione.